Sulle sponde più a sud del Ceresio, il bizzarro e splendido lago di Lugano; troviamo, proprio alla testa dello stesso Riva San Vitale e Capolago. Nell’antichità il primo porto obbligato, per chi percorreva la dorsale alpina che, dalla immensa, fertile e laboriosa pianura padana, portava verso il nord d’Europa: la via delle genti, accidentata sino a costituire un’avventura. Oggi Capolago guarda le moderne arterie di traffico con l’autostrada, che la sovrasta, la ferrovia del Gottardo che l’attraversa per il lungo. Il paese è divenuto un invidiabile luogo di residenza, ambita e ben attrezzata località di turismo.

Un tempo il lago era fonte di reddito a motivo della pesca. Oggi è luogo di svago, soprattutto quando esplode la bella stagione: segno della vita che si rinnova e continua a fiorire e a cantare. Di “Codelago” è scritto negli Statuti generali: quindi anteriormente al 1300, più precisamente negli ordinamenti sulla pesca che enumerano i comuni ai quali era imposto l’obbligo di consegnare, in tempo di quaresima, una prescritta quantità di pesce al mercato di Como.

Anche del suo castello, sorto in epoca viscontea, si dice che seguì le vicende del Ducato di Milano e scomparve con l’avvento dei baliaggi. Le notizie raccolte dagli storici spaziano sull’arco di 150 anni (1365 – 1517). È in quel lembo di terra, con le case in parte aggrappate ai piedi delle irte pendici del monte Generoso e le dolci rive del Ceresio, che la storia volle s’incontrassero, all’inizio del XX secolo, il dolore di una madre : Franceschina Maderni, vedova Rossi, e l’apostolo della Provvidenza San don Luigi Guanella. Nacque e si sviluppò così l’asilo e la casa per anziani “Luigi Rossi” che il beato amava indicare quale “casa del socialismo cristiano”.

Il 1 luglio 2001 la Fondazione Tusculum subentrò alla conduzione dell’Istituto. Con il contributo determinante del Dipartimento delle Opere Sociali ed in accordo con l’Opera don Guanella si concretizzarono nell’arco di alcuni mesi alcuni interventi importanti e di messa in sicurezza della struttura ed fu’ pure possibile intervenire parzialmente al rinnovo della dotazione medico-tecnica e dell’arredamento degli spazi comuni e delle camere.