L’Asilo Luigi Rossi o come ufficialmente conosciuta : la Casa di riposo “Divina Provvidenza”, vuole essere un fiore di squisita carità sbocciato dal terreno di un dolore grandissimo. La Fondatrice fu la signora Francesca Maderni Rossi, madre del consigliere di Stato Luigi Rossi, caduto nel moto dell’11 settembre 1890 davanti ai cancelli del palazzo governativo di Bellinzona.

Il Rossi, nato nel 1864 a Castelrotto, alla tenera età di cinque anni aveva perduto il padre, e visse con la madre (la signora Franceschina, com’era affettuosamente chiamata), che l’aveva educato nel migliore dei modi.

Quando le giunse la terribile notizia si trovava appunto nella sua casa di Capolago. Come si legge, si recò tosto in chiesa, a fervorosamente pregare e, prima che il mese di settembre finisse, si sa che entrò, quale ospite per qualche tempo, nel convento della Cappuccine a Lugano; i cui atti puntualmente registrano : “Entra la signora Francesca Maderni vedova Rossi, già stata educata in questo monastero, onde raccogliersi tutta in Dio e rinnovargli l’eroica offerta della uniformità sia alle disposizioni della Divina Provvidenza che permisero l’assassinio dell’unico impareggiabile suo figlio Luigi di 26 anni … Povera Madre! (…)”. 

Certo la signora Franceschina dovette chiedersi, nelle sue meditazioni, quale potesse essere il modo per interpretare il volere di Dio. La risposta fu di trasformare la sua casa di Capolago in una casa per l’infanzia, in un asilo che accogliesse i bambini bisognosi del luogo … Di lì a pochissimi anni l’asilo infantile, Luigi Rossi posto sotto la direzione e l’amministrazione materiale e morale del Vescovo Vincenzo Molo, era una realtà. L’inaugurazione si ebbe il 16 giugno 1894.

A questo punto ci si domandò chi avesse potuto condurre l’asilo. Dapprima furono due maestre, affiancate dalla signora Franceschina stessa e il parroco don Vassalli. Ma la situazione era ancora provvisoria. Così, il 1 maggio 1897, la signora Franceschina scriveva da Castelrotto al Vescovo Molo, proponendo “alla direzione di quell’asilo le Suore del SS. Redentore, istituite da non molti anni in Roma…”.

Vennero quelle suore e certo esplicarono bene il loro spirito di carità. Ma abbiamo pur letto ch’ebbero “qualche difficoltà con l’ambiente”. Quindi si ebbe un nuovo cambiamento e l’entrata in scena di don Luigi Guanella, che doveva imprimere alla storia dell’Asilo Rossi il suo ritmo giusto e definitivo. Dire della figura straordinaria e dell’opera di San Luigi Guanella (Campodolcino – Sondrio 1842 – Como 1915) è qui assolutamente superfluo, tanto più che quanto ha fatto nella Svizzera Italiana non si limita a Capolago. A ogni modo, Capolago fu la prima tappa guanelliana oltre i confini del Regno. Don Guanella non venne certo meno all’impegno di assumere la direzione dell’Asilo Luigi Rossi a Capolago, ma incontrò diverse difficoltà. Al riguardo esistono due “Atti di fondazione dell’Asilo Luigi Rossi in Capolago”: uno del 6 settembre 1899, rogato dal notaio Carlo Larghi di Caslano, e l’altro del 3 gennaio 1900, rogato dal notaio Angelo Tarchini di Balerna. Da quest’ultimo estrapoliamo il passaggio fondamentale : “La signora Franceschina Maderni vedova Rossi colla presente privata scrittura affida ai signori M.R. don Luigi Guanella e Reverende Suore Marcellina e Rosa Bosatta, l’amministrazione e direzione dell’Asilo infantile, a piena ed assoluta fiducia di quanto saranno per disporre i medesimi, perché tanto durante la loro esistenza quanto dopo la loro morte sia l’asilo stesso aperto ai bambini di Capolago, aperto in perpetuo, sempre secondo le intenzioni della fondatrice e in conformità dei regolamenti della Casa della Divina Provvidenza in Como”.

Presso l’archivio dell’Opera, a Como, esiste un prezioso manoscritto di don Guanella che s’intitola “facciamo un po’ di carità – Buona proposta” dal quale estrapoliamo due passaggi, che lasciano intendere degli sviluppi che il santo subito impresse.

All’asilo si aggiunge l’oratorio festivo : “Ed ecco la compera di un nuovo locale e di un giardino annesso, ecco la costruzione di un grandioso locale tanto ampio che igienico, in più amena prospettiva per dare più conveniente sviluppo all’opera”. Prosegue “rimaneva la Casa Rossi ricca di locali ben arredati: bisognava utilizzarla ad altra opera buona: ed eccola convertita in Casa di salute… “. E si spingeva don Guanella a esclamare: “Ecco la casa del socialismo cristiano”.

Così si avviò la vita dell’Asilo Rossi, ch’era anche ormai oratorio festivo e ricovero.

13 gennaio 1901, sopraggiunge la morte della signora Franceschina Maderni vedova Rossi.

19 dicembre 1958, il Vescovo Angelo Jelmini, amministratore apostolico della diocesi di Lugano, dietro domanda presentata dalla Superiora generale delle figlie di Santa Maria della Provvidenza in Como, decretava la costituzione di una Fondazione ecclesiastica, con sede a Capolago, sotto la denominazione “Asilo e Ricovero Luigi Rossi”.

5 dicembre 1985, i Consigli di Fondazione della “Fondazione Emma e Carlo Scacchi” e la “Fondazione Asilo e ricovero Luigi Rossi” sottoscrivevano una convenzione che permetteva di destinare il fondo Scacchi “alla creazione di un piano medicalizzato (11 posti letto) presso la Casa Luigi Rossi”.

10 giugno 1986, si ottenne la licenza per eseguire lavori di restauro, di trasformazione e di migliorie sia alla casa di riposo, come all’asilo.

7 ottobre 1989, vengono inaugurati i lavori giunti a conclusione ed eseguiti sotto la direzione dell’architetto Sergio Calderai di Bellinzona eseguiti dall’impresa Larghi di Melano.

1 luglio 2001, la conduzione dell’Istituto (Casa Anziani) passa dalle guanelliane della provincia di Como alla Fondazione Tusculum in Arogno, riconosciuta quale Istituto Medicalizzato ed ente sussidiato dal Dipartimento delle Opere Sociali del Cantone Ticino.

 

Notizie e testi e citazioni riportate da “la storia di Capolago” di A.M. Redaelli e M. Agliati (ed.1991) Comune di Capolago