Un notevole articolo scritto dal Dott. Rolf Schlotterbeck di Berna, ripreso da Marco Meier su Tages Anzeiger Magazin di Zurigo, del 3 novembre 1984, da Irmel Rohrer su Bieler Tagblatt del 27 novembre 1985, illustrava il sorgere della nuova Casa per Anziani, Tusculum voluta dalla gente di Arogno per mantenere in valle la popolazione anziana. A tanti anni di distanza emerge ancor più l’intuizione del Dr. Schlotterbeck che additava alla Svizzera interna un esempio, forse unico, di come un piccolo paese di montagna può prevedere e risolvere un problema arduo per tutti. La Rohrer titolava infatti: “Bürgerinitiative ermöglicht Altersheim”e il Dr. Rolf Schlotterbeck: “La stupenda storia del Tusculum”.

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IL PRIMO TUSCULUM
Scrive così don Walter Cereghetti, fondatore e primo direttore della Casa Anziani Tusculum – Sulla collina tra Vissino e Riva San Vitale, che il primo sole del Generoso inonda di colori e di canti d’ uccelli, sorgeva nel 1963, quando chi scrive giungeva ad Arogno come parroco, una villa imponente, già predestinata nel nome e nella funzione. Il nome ” Tusculum ” a ricordare l’antica villa romana, sorta ai tempi della Res Publica Tusculana sui Colli Albani per consentire ai giovani romani di rimanere nell’ Urbe senza doversi spostare a Milano o in altre città universitarie per gli studi. Già Cicerone la citava con ammirazione e gratitudine. Come oggi facciamo anche noi, vedendo i nostri anziani rimanere nella loro terra e vicino alle loro case. La funzione era già sociale. La proprietaria, sig.na Elisabeth Ziegler, presidente di una sezione bernese di paraplegici e lei stessa invalida su carrozzella, ad una prima casa nella Svizzera francese volle aggiungerne una seconda in Ticino, a scopo di vacanza per i suoi ammalati e aperta anche ad altri come garni. La costruzione, molto solida e curata, disponeva di accorgimenti importanti come un lift e porte spaziose, ampie terrazze, nessun impedimento architettonico dentro e fuori, un vasto giardino con piscina. La posizione e l’altitudine ideale, l’aria, il sole, l’assoluta tranquillità ne facevano, e ne fanno, un posto di soggiorno impagabile. Alla morte della signora Ziegler, nacque la Fondazione Tusculum ed il 10 ottobre 1982 i primi 18 anziani, in maggioranza di Arogno, ne presero possesso. Fu un avvenimento indimenticabile per loro e per tutti”.

I primi anni del primo Tusculum furono certamente sereni. Le poche carenze logistiche venivano compensate dalla ristrettezza del numero degli ospiti e dal carattere familiare che ne derivava. Ma l’idillio non poteva durare molto perché, purtroppo, prendeva corpo una delle motivazioni che lo Stato addiceva per negarci ogni sussidio. Il numero degli ospiti non era sufficiente per consentire una gestione finanziaria attiva. Inoltre non tutte le prescrizioni e condizioni richieste per una casa per anziani erano presenti. L’avanzare negli anni dei Fondatori preposti alla direzione, completava i timori per l’ avvenire dell’Istituto stesso. Il dilemma era preciso: o mettersi in condizioni per chiedere e possibilmente ottenere i sussidi statali o rassegnarsi a vedere spegnersi nel nulla la stupenda avventura del Tusculum. Si scelse la prima via con un secondo atto di fede e di coraggio.

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IL SECONDO TUSCULUM
In esilio a Melano.

Per procedere alla indispensabile ristrutturazione del Tusculum si dovette dapprima pensare all’evacuazione degli Ospiti. Fu provvidenzialmente trovata una villa a Melano, già sede delle Suore di Pedemonte e  più tardi del Seminario Diocesano Redemptoris Mater, messa gratuitamente a nostra disposizione da Migros S.A, proprietaria dello stabile. Si tratta, a tutt’oggi, di una villa ottocentesca, con grandi dipinti all’ interno e circondata da un vastissimo parco ma assai carente di servizi e di comodità. Al momento del soggiorno temporaneo degli Ospiti si dovette  ovviare con accorgimenti provvisori, ma tuttavia costosi. Un gruppo di una trentina di volontari di Arogno, Rovio, Maroggia e Melano provvide alla pulizia e alla sistemazione dell’ interno, in modo da renderlo il più possibile consono alla nuova funzione. Il trasloco avvenne il 7 giugno 1991 con grande dispiegamento di mezzi, grazie all’ intervento di una compagnia militare di stanza alla caserma di Losone. Fu anche l’inizio dei lavori progettati dall’ Architetto Enzo Cavadini di Maroggia, che, nell’arco di un anno, trasformavano molto l’edificio con l’aggiunta di un nuovo corpo di cinque camere, la creazione di una grande sala-soggiorno con camino e mille altre cose. La casa venne così ad assumere un aspetto nuovo, moderno per la gioia e la meraviglia degli Ospiti, al rientro avvenuto il 31 maggio 1992. Essi ne apprezzarono subito la comodità e le attrezzature nuove, ma più di tutto ritrovarono, lontani dall’ inferno dell’autostrada, la pace, il silenzio e la purezza dell’ aria che, a Melano, erano diventati purtroppo un ricordo.

A ristrutturazione avvenuta, furono avviate le pratiche per il riconoscimento da parte dello Stato, andate facilmente in porto a fine 1993. Con il 1 gennaio 1994 la Fondazione Tusculum iniziò ad essere sussidiata dallo Stato come ” casa per anziani medicalizzata ” per la Regione Val Mara, per un totale di 32 letti. Il personale di cura conobbe un forte aumento, con : un responsabile delle cure, nove altri infermieri diplomati e nove aiuti infermieri. Anche il lavoro d’ufficio aumentò molto, per cui al direttore fu accordato un segretario contabile. Tutto bene, diciamo, ma questa espansione di attività e il nuovo indirizzo assunto dalla Fondazione, aperta anche ai casi più gravi, sia di ordine fisico che psichico, rivelarono subito nuove carenze e nuove necessità, legate soprattutto all’ esiguità di spazio. La Direzione, ancora una volta, si chinò sul problema e raccolse nel citato quaderno di lavoro nuove prospettive da sottoporre all’architetto Enzo Cavadini – già molto benemerito per la prima ristrutturazione – al quale fu aggiunta la consulenza dello Studio Rizzi Ivano di Mezzovico.

Un altro puntuale aiuto piovuto dal cielo A questo punto della stupenda storia del Tusculum si inserisce un fatto di immensa importanza con sviluppi impensati, quanto immediati. A Thawil, il 26 novembre 1992, si spegneva Eugenio Bianchi di Arogno che, per molti anni, gestì un piccolo commercio di frutta e verdura nella Svizzera interna. Per testamento (16 novembre 1989) legò alla Fondazione Tusculum una somma vicina ai 350.000 franchi, con la quale fu possibile il fino allora impensabile acquisto di un terreno di circa 1500 metri quadrati confinante con la nostra proprietà. Dipartimento d’ accordo, pratiche lunghe e difficoltose, ma giunte a buona conclusione e via libera agli architetti per la terza tappa: l’ampliamento della casa. Il nome del benefattore Eugenio Bianchi si inserisce a caratteri d’ oro nella stupenda storia del Tusculum. A lui sarà dedicata la sala più grande dell’Istituto.

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IL TERZO TUSCULUM
Il 10 marzo 1994 la Direzione del Tusculum consegnava agli Architetti Cavadini, Silvestro e Rizzi, una relazione di lavoro contenete le proposte e le necessità per la realizzazione della  terza fase di ampliamento e ristrutturazione  della casa anziani Tusculum. Con l’ ampliamento gli obiettivi prefissati definiti erano due:

  1. correggere le carenze presenti dovute a compressioni di spazio.
  2. aggiungere ciò che manca.

Nel loro progetto, lungamente studiato con la direzione, gli Architetti hanno saputo trovare una soluzione a tutti i problemi loro sottoposti.

 

PROGRAMMA EDILIZIO
Livello 0 Pianterreno Piazzale d’ entrata, porta, bussola frangivento; atrio con ascensore – montaletti e scala; uffici direzione con attesa e servizio; sala riunioni; foyer con piccolo bar e angolo camino; salotto fumatori; sala per il personale; servizi igienici. Ampliamento della cucina esistente con scala per accesso diretto al livello – 01- seminterrato; ampliamento del refettorio.

Livello 1 Primo piano Ristrutturazione delle camere con l’introduzione di servizi (diventano così camere singole). Parte aggiunta con atrio, salotto e terrazza; 6 camere a 1 letto con servizio e guardaroba, disimpegnate da un guardaroba. Anche altre camere a 2 vengono trasformate a 1 letto specialmente quelle al piano seminterrato. Locale per parrucchiera; e ufficio del responsabile delle cure.

Livello  01 Piano seminterrato Collegamento dei depositi con la cucina al pianterreno; ripostiglio a disimpegno; spogliatoi e servizi per il personale di cucina. Parte nuova con atrio, scala e ascensore, servizi igienici, ampio salone multiuso (Sala Eugenio Bianchi) particolarmente attrezzato per fisioterapia, ergoterapia e ginnastica; locale per idromassaggio e bagno medico grande; locale per visita medica; servizi e deposito; portico e terrazza con accesso al giardino, cappella nuova.

Livello 02 Piano sotterraneo Collegamento verticale, scale e ascensore, con i livelli superiori; e il parco – giardino inferiore; disimpegno; locale motore montaletti; spogliatoi – guardaroba con servizi per il personale; vano per i vuoti a rendere; centrale termica nuova ed unica; deposito nafta; autorimessa con 4 posteggi accessibili dalla strada tramite rampa. All’ esterno verranno ricavati 14 posteggi, con la strada che dà accesso al parco inferiore con grottino – pergolato, grill, servizi esterni, magazzino e locale per il custode.