Treno terapia

Gli ambienti ricreati mediante le tecnologie di realtà virtuale possono rappresentare un ulteriore contesto di interazione sociale attraverso il quale è possibile sperimentare emozioni e azioni da far rivivere agli utenti affetti da malattie cognitive (Alzheimer).

Pet Therapy

 Il principio della pet terapy si basa sull’utilizzo del rapporto che le persone  instaurano con gli animali domestici, per favorire il processo terapeutico( psicologico, sociale o fisico). L’animale in sé, è un facilitatore della socializzazione, capace di creare situazioni positive e rilassanti; in terapia il cane è co-terapeuta.

Musico terapia

La musicoterapia mira a sviluppare le funzioni potenziali e/o residue dell’individuo in modo tale che questi possa meglio realizzare l’integrazione intra- e interpersonale e consequenzialmente possa migliorare la qualità della vita grazie a un processo preventivo, riabilitativo o terapeutico

Stimolazione basale

La stimolazione basale e’ una pratica di assistenza, accompagnamento e incoraggiamento per persone affette da disabilita’ multlipe sia fisiche che psichiche, in cui, attraverso l’utilizzo di diverse posture stabilizzanti di benessere psico-fisico, si cerca di ottimizzare l’apertura verso il mondo esterno, permettendole di viversi e percepirsi come un individuo attivo nel suo ambiente.

Validation

 Applicare Validation, significa riconoscere e rispettare i sentimenti della persona, legittimandoli, vale a dire dichiarandoli validi. Con Validation ci si sintonizza con empatia nell’intima realtà della persona disorientata, si viaggia con lei nel tempo e nello spazio. Così si impara a capire il suo comportamento e il suo modo di reagire.

“Doll Therapy”
Terapia della bambola

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Documentazione e Informazione

  1. Una Bambola che allieva il dolore - Pubblicato il: 15/7/2017 su: Corriere del Ticino
  2. 2017.06 La epidemiologia delle Demenze e della malattia di Alzheimer_Dr Giancarlo Logroscino - Pubblicato il: 28/6/2017 su: Alzheimer Italia - Bari
  3. 2017.06 Management delle demenze_ Dr Andrea Fabbo - Pubblicato il: 28/6/2017 su: Alzheimer Italia - Bari
  4. 2017.05 Modelli e terapie psicosociali (TNF – Terapie non farmacologiche) – Dott. Ivo Cilesi - Pubblicato il: 9/6/2017 su:
  5. 2016.09 La malattia di Alzheimer tra fede, scienza e tecnologia - Pubblicato il: 30/8/2016 su: Alzheimer Italia - Bari

Negli ultimi anni, c’è un ampio interesse da parte della scienza , per interventi che impieghino terapie non farmacologiche, per arginare problemi dati da disturbi comportamentali in soggetti affetti da demenza senile e Alzheimer. Queste problematiche sono eventi stressanti sia per l’ospite che ne soffre, che per l’entourage. Si parla di demenza senile quando si ha una perdita di memoria collegata alla perdita di capacità cognitiva che porta al peggioramento dei rapporti sociali. Una delle cause che portano alla demenza senile è l’Alzheimer, una malattia progressiva che inizia con piccole perdite di memoria e porta ad una grave perdita di capacità cognitive e ad un’atrofia cerebrale. Il trattamento della demenza è multimodale, varia a seconda delle fasi della malattia, ed è incentrata su sintomi specifici che il singolo anziano manifesta. Così oltre al trattamento farmacologico, per altro solo per rallentare il decorso del decadimento cognitivo nelle fasi iniziali, la gestione Pisco-emotiva dell’anziano prevede terapie specifiche, che pur presentando filosofie, scopi e metodi diversi, hanno in comune l’obiettivo di migliorare la qualità della vita ,tenendo conto dei deficit esistenti. Fra le varie teorie vanno segnalati due approcci specifici : “Gentle Care” che intende l’ambiente come protesi e quindi cura, e dalla “Validation” con il metodo di cura attraverso i ricordi e il legame con il passato .

Le Demenze rappresentano, per i nostri tempi, una vera e propria emergenza sanitaria, sia per la costante crescita epidemiologica, sia perché a tutt’oggi non esiste ancora una terapia farmacologica in grado di trattare efficacemente questo tipo di malattie. Va evidenziato che in questo tipo di patologie, accanto ai sintomi cognitivi, sono quasi costantemente presenti disturbi comportamentali di vario genere, che contribuiscono significativamente a rendere complessa la gestione del malato e del suo nucleo familiare. È in questo contesto che si inseriscono le terapie non farmacologiche delle Demenze (di seguito TNF), che consistono nell’impiego di tecniche utili a rallentare il declino cognitivo e funzionale, controllare i disturbi del comportamento e compensare le disabilità causate dalla malattia. Il fine che guida questi tipi di intervento è il raggiungimento della migliore qualità di vita per il soggetto sul piano fisico, funzionale, sociale ed emozionale, compatibilmente con lo stadio di malattia in cui si trova. Gli ambiti di intervento non riguardano, però, solo i deficit cognitivi, ma anche le attività della vita quotidiana, i disturbi del comportamento, la socializzazione e il tono dell’umore. Le TNF trovano, quindi, il loro impiego durante tutto il decorso della malattia. Considerato l’accento su modalità di relazione prevalentemente non-verbali e/o pre-verbali, tali terapie sono fortemente indicate per la prevenzione e la cura delle problematiche e dei disturbi che insorgono in età avanzata, collegate a demenze senili, alzheimer, disturbi del comportamento, patologie psichiatriche ed altre, dove un intervento mirato favorisce quei processi terapeutici atti a riabilitare a livello cognitivo la persona e a migliorarne la qualità di vita. L’attenzione rivolta alla lettura dei parametri non-verbali dell’interazione, consente alle TNF la messa a fuoco di elementi correlati agli stati mentali più arcaici e ai relativi meccanismi di difesa; tutto ciò può costituire un punto di osservazione ulteriore, che si è spesso rivelato utile ad altre figure professionali, anche ai fini della formulazione diagnostica. Le TNF si caratterizzano, quindi, per l’approccio di natura multidisciplinare, con dinamica combinazione di diverse discipline tese a generare una effettiva ricaduta sulle potenzialità occupazionali e relazionali del paziente. Allo stesso tempo le TNF, come dice la parola stessa, favoriscono sensibili diminuzioni del carico farmacologico che viene somministrato al paziente: il loro ruolo è, quindi, di supporto e non sostitutivo delle terapie farmacologiche. In quest’ottica, percorsi terapeutici strutturati permettono sicuramente una regolazione e, in alcuni casi, un decremento delle terapie farmacologiche, evidenziando un minore rischio per il paziente di sovradosaggio di farmaci che hanno importanti effetti collaterali, soprattutto sul paziente anziano. Si consideri poi che l’utilizzo dei i farmaci neurolettici, usati per il controllo dei disturbi psico-comportamentali, non è autorizzato nei pazienti anziani affetti da demenza; la loro eventuale prescrizione è quindi “off label”. In sintesi, le TNF si concretizzano con interventi come il treno virtuale la terapia della bambola, terapie sensoriali, ecc.   di Iona Giuseppina – Specialista in attivazione Fondazione Tusculum