La Validation è un metodo di comunicazione con gli anziani disorientati e con disturbi nell’aria cognitiva. Ha un proprio sistema di classificazione delle varie fasi di disorientamento e tecniche specifiche per interventi individuali o di gruppo.
Fu sviluppato a partire dal 1963 da Naomi Feil, gerontologica e terapeuta sociale americana. Attualmente è applicato negli USA, in Canada, in Australia e nella maggioranza dei paesi dell’Europa Occidentale.

I presupposti teorici di Validation si fondono sui principi della psicologia analitica e umanistica. Validation si rivolge specialmente agli anziani molto vecchi, perché, per la maggior parte di loro, il disorientamento è il risultato di una complessa interazione tra il danno neurologico, la personalità, la biografia, le condizioni di salute generali e l ‘aspetto psico-fisico. In questo caso la qualità dell’assistenza ha un ruolo fondamentale. La non accettazione delle perdite, il senso di inutilità e di abbandono, l’abbassamento dell’autostima, sono tutti fattori su cui è possibile agire. Applicare Validation, significa riconoscere e rispettare i sentimenti della persona, legittimandoli, vale a dire dichiarandoli validi. Con Validation ci si sintonizza con empatia nell’intima realtà della persona disorientata, si viaggia con lei nel tempo e nello spazio. Così si impara a capire il suo comportamento e il suo modo di reagire. Osservando attentamente e usando il contatto visivo e il tatto, l’operatore può costruire un rapporto di muto rispetto e di fiducia anche con l’anziano disorientato che non si esprime più verbalmente.

Validation E’

Un metodo di comunicazione con gli anziani confusi e disorientati con un proprio sistema di classificazione dei comportamenti e una suddivisione dell’disorientamento in quatto fasi con tecniche specifiche per ogni fase.

E’ un modo di porsi, un atteggiamento che, chi pratica Validation, assume svolgendo le sue funzioni quotidiane con l ‘anziano disorientato.

E’ una terapia non farmacologica che influisce sul comportamento delle persone affette da demenza che può essere applicata individualmente o in gruppo.

E’ un accompagnamento rispettoso del paziente per la sua strada.

E’ un aiuto a raggiungere il suo ultimo scopo, quello di morire in pace.

 

Scopi per l’anziano disorientato

Ridurre la necessità di contenzione fisica o chimica.
Aumentare la stima in sé.
Ridurre l’ansia.
Far sentire il valore della vita vissuta.
Migliorare la comunicazione verbale e non verbale.
Evitare la chiusura fino allo stadio della vita vegetativa.
Migliorare il portamento e il benessere fisico.

 

Vantaggi per il personale

E’ uno strumento di lavoro in più.
Lo stress, la sensazione d’insuccesso, le ansie diminuiscono.
Si possiedono più informazioni sulle caratteristiche e sullo sviluppo del disorientamento.
La stima per il proprio lavoro migliora.
La conoscenza di sé aumenta favorendo la crescita e la maturazione come individuo.
sviluppa la fantasia per personalizzare le cure.

 

Vantaggi per i famigliari

Maggiore informazione sulle caratteristiche e sullo sviluppo della malattia.
Meno frustrazioni e sensi di colpa.
Più facilità di comunicazioni col proprio caro.
Sollievo per i successi ottenuti.
Maggiore desiderio di rendere loro visita.
Migliora la comunicazione in generale.